Tramatza, Sa butega de is fueddus: su connotu ‘e sa poesia de su Campidanu ‘e susu


L’Associazione culturale Bideas di Tramatza, che si occupa di promozione culturale del territorio, ha organizzato nella sala del centro sociale comunale di via Tripoli il quinto incontro intitolato Sa butega de is fueddus: su connotu ‘e sa poesia de su Campidanu ‘e susu. La professoressa Greca Firinu, promotrice dell’iniziativa, insieme al sindaco di Tramatza Stefano Pala, all’assessore comunale alla cultura Giampaolo Nuscis e a quello provinciale Serafino Corrias, hanno illustrato le finalità di Bideas, nata nel 2003 come associazione culturale apartitica e senza scopo di lucro per tutelare e valorizzare la cultura del Territorio in collaborazione con i comuni limitrofi. Poi il maestro Natziu Murru, studioso di canto a sa repentina e mutetus, ha presentato is cantadoris Peppi Caddeu di Segariu, Roberto Murru di Guasila e Alberto Atzori di Sardara, i quali hanno improvvisato, insieme al fisarmonicista tramatzese Andrea Cuccu, un’ora di poesia in musica. Il progetto “Cantadoris Campidanesus” riguardante la valorizzazione della lingua sarda mediante la riscoperta, promozione e divulgazione della poesia improvvisata campidanese vede coinvolti gli istituti secondari d’istruzione di primo grado dei comuni di Bauladu, Milis, Nurachi, Riola Sardo, Narbolia, Solarussa e Baratili San Pietro.

Proprio il coinvolgimento diretto delle scuole e degli alunni, consentirà ai più giovani di riscoprire l’uso della lingua sarda attraverso degli incontri in limba con personale qualificato (etnomusicologo e operatore linguistico) e con i maestri della tradizione poetica del canto a sa repentina e a mutetus, pratica oramai relegata a soli quattro poeti “professionisti” e a fortissimo rischio di estinzione. Gli alunni saranno inoltre diretti protagonisti di una ricerca volta a recuperare l’inestimabile patrimonio che si cela nelle memorie storiche dei propri paesi: con le interviste agli anziani e agli appassionati intenditori di poesia improvvisata, essi documenteranno aneddoti, poesie, filastrocche, ninne nanne e quant’altro tramandato di generazioni solo oralmente. La stessa ricerca avrà un importante valore scientifico e identitario per i paesi aderenti al progetto e per la stessa Provincia di Oristano, e potrà essere una base di partenza per una riscoperta linguistica e tradizionale da estendersi all’intera provincia, permettendo quindi di cogliere le diversità delle parlate locali e la diffusione capillare della poesia d’improvvisazione. Oltre all’azione per gli istituti d’istruzione si realizzerà un laboratorio culturale che, sotto la guida del maestro di poesia improvvisata, permetterà a chi ha dote e passione di apprendere e accrescere le proprie conoscenze del canto tradizionale a sa repentina e de su mutetu campidanesu.

La durata prevista per il laboratorio, che farà tappe in ogni paese aderente al progetto seguendo un apposito calendario, è di 90 ore, e sarà aperto a chiunque intenda partecipare.

 Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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