Si ses atzudu, ajò. Il videogioco in sardo


Se i videogiochi sono “pronti al debutto nella didattica scolastica italiana “ e “funzionali per le nuove strategie di apprendimento” [Maria Stella Gelmini al Corriere della Sera del 21 ottobre 2011 NdR] tanto più lo dovrebbero essere nell’ambito della didattica della lingua sarda in cui gli strumenti scarseggiano. Sembra essere questa l’idea degli autori del primo videogioco in lingua sarda Si ses atzudu, ajò Paolo Congiu (grafica, musica, programmazione), Romy Malica (personaggi) e Sara Firinu (testi).

Il videogame didattico, finanziato grazie alla legge 482/99 è stato presentato nei comuni di Sedilo, Paulilatino e Fordongianus, enti promotori del progetto.

“Si tratta di un gioco creato per una fascia di pubblico molto giovane, ma che potrà essere utilizzato solo con un adulto che accompagna le prime fasi di gioco, un modo diverso di riunire padre e figlio davanti ad un monitor, diverse generazioni che giocano assieme. E’ in stile arcade, anche i suoni e le musiche richiamano i primi videogame da bar, questo per dare al papà il ricordo della sua gioventù, della prima era digitale. Sistemi particellari, catapulte a forza casuale, movimenti dei nemici casuali, ogni partita sarà sempre diversa, non si troveranno mai nemici nella stessa posizione, nelle prime partite sarà quasi impossibile finire i livelli, ma dopo qualche minuto di gioco tutto diventerà sfida e divertimento. Il gioco è tutto in lingua Sarda, menu compresi, lo scopo è quello di divulgare il più possibile la nostra lingua, le nostre tradizioni, il Bilinguismo è uno dei nostri più grandi tesori nascosti”

Per questo il gioco è arricchito da una serie di testi informativi sulla lingua e da 18 lezioni di base di grammatica e ortografia oltre alle esercitazioni pratiche che aiuteranno i protagonisti nella ricerca del tesoro ed infine nozioni sull’importanza del bilinguismo. Alla realizzazione hanno collaborato, oltre al personale dei comuni, i docenti e gli studenti degli Istituti scolastici del territorio e cittadini del paese che hanno simulato in un filmato situazioni di vita reale in lingua sarda . I personaggi del videogame si chiamano Archilai (doppiato da Antonio Murgia di Fordongianus), Titinu (Alessandro Porcu di Sedilo) e Diadoru (Francesco Oppo di Paulilatino).

” Saranno loro a renderci protagonisti della loro pericolosissima avventura alla ricerca del tesoro; un percorso lungo e travagliato che li vedrà impegnati nel difficilissimo ed obbligato passaggio attraverso il portone magico per la cui impresa, della quale saranno orgogliosi pionieri, è necessaria la conoscenza della lingua sarda scritta”

Un percorso, dunque, per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda, che ci auguriamo sia seguito con interesse sempre maggiore soprattutto dalle istituzioni.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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