Solarussa, Il Segnalibro, Aperitivo scientifico


A Solarussa il secondo appuntamento organizzato dalla Consulta Giovanile è stato l’Aperitivo Scientifico per presentare il libro Manuale di sopravvivenza energetica, Come consumare meglio ed essere felici di Andrea Mameli. Con il supporto del divulgatore Gianluca Carta il pubblico è stato coinvolto in un gioco di gruppi da cui sono emerse le opinioni comuni più diffuse sul risparmio energetico. Il pubblico aveva le idee chiare sulle  azioni che fanno risparmiare energia nel quotidiano e nel lungo periodo, ma non le sapeva mettere in ordine di risparmio. A questo punto Mameli e Carta hanno estratto dalla borsa un contaconsumi, uno strumento che si trova comunemente in commercio a pochi euro. Il contaconsumi si inserisce nella presa di corrente e ha, a sua volta, una presa in cui inserire la spina degli elettrodomestici per vedere quanta energia elettrica consumano. E’ stato fatto l’esperimento con vari oggetti di uso comune e il congegno ha rivelato che l’asciugacapelli era quello che consumava di più, 1630 kw/h con l’aria calda. Il rasoio elettrico 7 watt, il cellulare in carica 3 watt e il proiettore 137 watt, più o meno come un televisore, che consuma fra i 100 e i 200 watt a seconda del modello quando è acceso, fra i 5 e i 6 watt quando è in stand by. Il libro, fatto con carta di alghe riciclate della laguna di Venezia, promette un risparmio di mille euro all’anno per chi ne segue i consigli. Le ricerche di Mameli sul risparmio energetico partono dalle considerazioni dello psicologo Abraham Maslow, autore della Piramide dei Bisogni. Per soddisfare i propri bisogni l’uomo ha bisogno di una quantità di energia che può variare di molto a seconda della società in cui vive. Mameli è andato alla ricerca di esempi di risparmiatori energetici fra cui Colin Beavan, che ha vissuto senza energia con la moglie, la bambina ed il cane o Dave Butchner, che alimenta la sua casa a pedali, fa ginnastica e produce corrente. Dave Bruno invece riesce a vivere con soli 100 oggetti. Gli esempi nostrani sono quelli di Lisa Casali e Tomaso Fara, autori di La cucina a impatto quasi zero, fra i loro consigli anche come cuocere un uovo nella lavastoviglie. Poi ci sono gli orti urbani, nelle grosse città, coltivazioni sui terrazzi in pieno centro; ci sono i forni solari, usati in quelle zone del pianeta in cui non c’è proprio nulla da bruciare, quelli con la parabola superano i 200º. In Italia Gianni Crovatto ne costruisce di ogni tipo. Nei paesi del terzo mondo c’è il problema dell’acqua. Anche quando la si trova è difficile estrarla. La ONG del Guatemala Maya Pedal ha inventato, fra le altre cose, una giostra per bambini che è anche una pompa idraulica: mentre i bambini giocano pompano acqua. Dopo la spiegazione attraverso gli esempi, l’autore del libro sottolinea l’importanza dell’esperienza diretta, per cui egli stesso va nelle scuole a fare dimostrazioni. Come esempio cita l’esperimento fatto in una scuola in Barbagia dove, insieme agli alunni ha sollevato un secchio d’acqua a 4 metri d’altezza e ne ha rovesciato il contenuto su un modellino di impianto idroelettrico per generare l’energia sufficiente ad accendere una lampadina. Anche il pubblico di Solarussa si è rivelato interessato e preparato sull’argomento, c’era chi ha a casa un impianto fotovoltaico o la coibentazione in lana di pecora o la lavatrice con la doppia entrata per l’acqua fredda e quella calda.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...