Aloha, funt arribendi is turistas!


Nel corso dei molti viaggi miei non ho mai incontrato indigeni [Hawaii] così stupiti come questi che montavano a bordo della nave. Il loro sguardo andava rapidamente da un oggetto all’altro, l’emozione selvaggia delle loro espressioni e dei loro gesti rivelava la loro completa ignoranza su quanto ad essi si presentava e il fatto che non fossero stati mai visitati prima da europei o abituati alle nostre comodità, tranne che al ferro, ma anche questo conosciuto soltanto attraverso racconti.

James Cook, 1778

La Voyager della Costa Crociere è la prima nave da crociera mai sbarcata a Oristano. Pare che la decisione di visitare la città sarda al posto di Tunisi sia stata presa dai dirigenti della Costa in quanto il Nord Africa non è tanto sicuro in questo periodo.

Da giorni sui quotidiani locali ed in rete si parlava dell’avvenimento. Ecco cosa diceva il sito del Comune:

 “Spettacoli, negozi e monumenti aperti, la città tirata a lucido. Oristano si prepara ad accogliere i turisti che domenica sbarcheranno dalla Costa Voyager, la nave del Gruppo Costa che ha scelto Oristano come una delle tappe di una crociera nel Mediterraneo. Il Comune di Oristano, attraverso l’Assessorato al Turismo, la Confcommercio e il Centro commerciale naturale hanno varato una serie di iniziative per accogliere con tutti gli onori i 700 crocieristi in arrivo domenica al porto industriale. I turisti saranno accolti all’arrivo in città con un piccolo omaggio, una coccarda e una piccola bisaccia con dolci tipici. Si fermeranno nel piazzale del complesso dell’Hospitalis Sancti Antoni e raggiungeranno piazza Eleonora d’Arborea, dove, ai piedi della statua della Giudicessa, potranno assistere a uno spettacolo del gruppo folk Città di Oristano. Da lì potranno poi avventurarsi alla scoperta del centro storico. Almeno l’80% dei negozi del centro cittadino terranno le serrande alzate. Sfruttando la concomitanza con le Giornate europee del patrimonio potranno scoprire anche le bellezze architettoniche e i tesori del centro storico. Tra le tappe obbligatorie l’Antiquarium arborense nello storico palazzo Parpaglia con la vasta raccolta archeologica di pezzi antichissimi risalenti a varie epoche, i preziosi retabli di San Martino, del Santo Cristo e della Madonna dei Consiglieri, ma anche il plastico della città di Tharros e quello della Oristano medievale. Aprono le torri di Portixedda e San Cristoforo, così come la Pinacoteca comunale Carlo Contini e il Centro di documentazione sulla Sartiglia all’Hospitalis Sancti Antoni, la Cattedrale di Santa Maria e le chiese di Santa Chiara e San Francesco.”

Al momento dello sbarco, secondo Nova TV, erano più i curiosi dei turisti, “ai piedi della scaletta della Voyager due ragazze del gruppo folk di Oristano con il tipico costume sardo hanno accolto i turisti consegnando una pubblicazione locale con la cartina e gli itinerari della città… i componenti del gruppo folk guidati da Enrico Fiori hanno offerto i guefus e una rosetta” (La Nuova Sardegna)

Dunque abbiamo scoperto che c’è la possibilità che a Oristano arrivino navi da crociera e sbarchino centinaia di persone tutte in una volta. Si, lo sapevamo già, ma tra il dire e il fare c’era di mezzo il mare e se non fosse stato il caso a volerlo staremmo ancora fantasticando sul pescaggio di dodici metri e sulle solite cose che si son sempre dette sul porto di Oristano.

“La città si è dimostrata all’altezza, siamo pronti per ospitare costantemente navi da crociera e subito prenderemo contatti con altri armatori” dice all’Unione Sarda l’assessore al Turismo.

Ecco, non esageriamo. Benissimo che sia arrivata una nave da crociera, benissimo anche che ne arrivi un’altra il 31 ottobre prossimo ma da qui a dire che la città si è dimostrata all’altezza ed è pronta ad ospitare costantemente navi da crociera ce ne passa. E’ certamente da apprezzare l’impegno dei commercianti e dell’amministrazione e l’innata ospitalità dei sardi, ma era il primo sbarco, in una città che non è preparata ad accogliere centinaia di croceristi perché di turismo non ne ha mai visto e la preparazione è quasi nulla. Settecento turisti non sarebbero stati sufficienti per pagare i dipendenti dei negozi la domenica, tenere aperto il museo, fare visite guidate ai monumenti e regalare bisacce con guefus e coccarde, vestiti da sardi, se l’evento non fosse stato unico, mai visto fino adesso. Se non ci fosse stata la curiosità dei locali e di quelli dei paesi intorno che pure hanno comprato nei negozi, hanno visitato i monumenti, consumato nei bar e hanno animato il centro. E i musei erano gratis perché era la giornata europea del patrimonio.  Va bene che ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma un po’ d’acqua in più l’avrebbero potuta tirare anche sulle scale della Torre di Mariano II che puzzavano di guano di piccione. Inoltre, non so se è un caso, ma quando ci sono salito io non c’era una guida che spiegasse la storia della torre, della campana, della cinta muraria, magari allargando il discorso a Mariano II.  Mi sono accorto che c’erano le guide al piano di sopra quando un tizio in borghese mi ha detto che dovevo scendere perché era arrivato l’orario di chiusura.  Nella chiesa di San Francesco, il Cristo di Nicodemo era al buio perché le luci che avrebbero dovuto illuminarlo erano spente. All’antiquarium arborense le didascalie che dovrebbero illustrare i reperti sono foglietti attaccati a un lato delle vetrine, due o tre righe scritte in un formato talmente piccolo che per leggerle bisogna avere una buona vista e sono unicamente in italiano, neanche una in inglese.

Ci sarebbero pure altre cose da dire, certamente, ma l’intento non è di criticare. Invece bisogna vederla positivamente per cercare di migliorare, anche perché è normale che all’inizio ci sia qualche difficoltà. Oristano non è città da crociera per sua natura, come potrebbe essere Cagliari ma, a differenza del capoluogo regionale, qui la popolazione, i commercianti e l’amministrazione si sono dimostrati coscienti di quanto sia importante per noi questa occasione e si sono coordinati con il medesimo intento di non lasciarsela sfuggire. La crisi è grave, i commercianti sono attanagliati, per questo quasi tutti erano d’accordo nel tenere aperti i locali e nei negozi c’erano i titolari, dopo una settimana di lavoro. Sono i primi a voler collaborare perché il centro storico sia vivo e sanno che le situazioni vanno create. Settecento turisti che arrivassero in città una domenica qualunque non saprebbero che fare, ma se fosse la città a prendere le misure ai croceristi, almeno per alcuni giorni all’anno Oristano potrebbe essere città turistica e sarebbe un punto di partenza per cambiare mentalità e cercare di essere città turistica tutto l’anno. E allora sarebbero i turisti a venire qua a cercare le rosette e non noi, vestiti da indigeni, ad offrirgliele al porto come doni votivi, senza che questi ne capiscano il significato ed il valore.

P.S. da qui al 31 ottobre magari non si fa in tempo, ma per fare una traduzione delle didascalie dei reperti all’antiquarium o una miniguida per il crocerista offro la mia collaborazione

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