Trivellazioni ad Arborea: è questa la politica di sviluppo sostenibile dell’isola?


Marcia della terra

Il progetto “Eleonora” prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo per verificare la presenza di idrocarburi entro l’area del permesso di ricerca “Eleonora” di cui è titolare la Saras S.p.A., che si estende su una superficie di circa 44.300 ettari nell’entroterra del Golfo di Oristano. I comuni interessati sono: Arborea, Terralba, Marrubiu, Uras, S. N. d’Arcidano, Santa Giusta, Palmas Arborea, Simaxis, Solarussa, Siamaggiore, Tramatza, Zeddiani, Baratili, Riola, Nurachi, Cabras e Oristano. Il punto di innesto del pozzo è situato a circa 4,5 km dall’abitato di Arborea e a circa 180 metri dal Sito di Interesse Comunitario “Stagno di S’Ena Arrubia e territori limitrofi” e dalla Zona di Protezione Speciale “Stagno di S’Ena Arrubia”, la cui perimetrazione coincide con quella della zona umida di importanza internazionale “Stagno di S’Ena Arrubia”. Arborea, 4064 abitanti, ha un’economia basata sull’agrozootecnia moderna e razionale che non ha eguali nell’isola. Gli allevatori raccolgono il 90% del latte di vacca prodotto in Sardegna e gestiscono la filiera in ogni sua fase, somministrando agli animali in lattazione alimenti che provengono dalla coltivazione diretta dei campi. Arborea ha la disoccupazione più bassa della provincia.

Ovviamente il progetto ha destato l’attenzione della comunità, non solo di Arborea.  Numerosissime sono state le osservazioni presentate al Servizio Sostenibilità ambientale della Regione (SAVI) da privati cittadini, da associazioni ambientaliste (LIPU, WWF, Gruppo di Intervento Giuridico), dal Comitato Civico “No progetto Eleonora”, dal Comitato Gruppo Consigliare Obiettivo Comune, dalla Cooperativa 3A (Assegnatari Associati Arborea), dall’Esecutivo Nazionale di ProgReS-Progetu Repùblica. A queste si sono aggiunte le note del Corpo forestale di Oristano, dell’ARPAS e del Servizio tutela paesaggistica per le province di Oristano e Medio Campidano, cosicché il SAVI ha ritenuto opportuno sottoporre l’intervento alla procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale).Nel frattempo, il PD in consiglio regionale ha presentato una mozione, primo firmatario  Giampaolo Diana (a seguire le firme di Agus, Bruno, Cozzolino, Cuccu, Vincenzo Floris, Manca, Valerio Meloni, Moriconi, Porcu, Sabatini, Gian Valerio Sanna, Corda) in cui, dopo aver premesso che la Sardegna è l’unica regione italiana che non utilizza il metano e perciò utilizza fonti energetiche più inquinanti e meno efficienti, impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a riferire: “quali iniziative si intenda promuovere per favorire la sostanziale indipendenza energetica della nostra Regione e valorizzare, in armonico e funzionale equilibrio, tutte le risorse energetiche presenti sull’Isola, nel pieno e più totale rispetto dell’ambiente naturale” e “quali iniziative intendano promuovere per favorire un reale e rapido processo di metanizzazione dell’Isola, valutato che il metano, da solo, basterebbe ad assicurare migliori condizioni per lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese e garantire loro un periodo di crescita, di sviluppo e di aumento dell’occupazione e del reddito netto disponibile per le famiglie”.cartina-progetto-eleonora

Gli ultimi due avvenimenti importanti, seppure contrapposti, si sono svolti contemporaneamente ad Arborea: la Marcia della Terra, organizzata da Progres e fatta propria dal comitato “No  progetto Eleonora”, in piazza Maria Ausiliatrice, per opporsi al progetto, e la conferenza dei funzionari della Saras, nella sala convegni dell’ Horse Country, per illustrarlo favorevolmente. Nella piazza i manifestanti hanno portato ognuno un sacchetto di terra a un alberello di acero, simbolo del “no” al progetto della Saras. All’Horse Country, Giuseppe Citterio, responsabile del progetto Eleonora ha commentato la scarsissima presenza di pubblico: “Ci saremmo aspettati una platea diversa perché siamo convinti che solo un confronto chiaro possa servire a fugare i dubbi e a comprendere l’importanza di questo progetto. Si Tratta di un’iniziativa importante per lo sviluppo del territorio oltre che per la produzione di energia. E ci sembra strano che la Sardegna non voglia cogliere questa importante opportunità: a Parma, un territorio in cui l’agricoltura ha un ruolo importante, si è comunque riusciti a sposare le diverse esigenze. È difficile pensare di poterci rinunciare”. Sul sito di “No progetto Eleonora” si leggeva:  “Vi chiediamo di non partecipare alla presentazione pubblica all’Horse Country convocata da Saras per la mattina del 20 aprile, la Saras si presenterà da sola, senza i delegati della regione Sardegna, quindi senza alcun dirigente regionale che verbalizzi le domande dei cittadini e le risposte della Saras. La vera presentazione ufficiale , quella in cui tutti noi dovremo obbligatoriamente partecipare per far verbalizzare le nostre domande,  si terrà presumibilmente tra il 25 aprile e il 15 maggio”.

Vedremo, dunque, di seguire gli avvenimenti. Nel frattempo, auspichiamo che si uniscano al dibattito tutti i sindaci e gli amministratori dei comuni interessati dal progetto che  finora non hanno partecipato.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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3 thoughts on “Trivellazioni ad Arborea: è questa la politica di sviluppo sostenibile dell’isola?

  1. L’ipotesi delle trivellazioni è un’importante occasione per riflettere: sforacchiare il suolo alla ricerca di idrocarburi può ritenersi una soluzione sensata e ragionevole? Si conferma cosìil sospetto che i nostri rappresentanti alla regione non abbiano un’idea efficace e lungimirante di politica energetica; tanto meno chiara è, a loro, la relazione imprescindibile tra la vocazione produttiva di un territorio e la salvaguardia di un ambiente unico e riconosciuto come tale. Il nuovo slogan per le vacanze: ricettività e combustione! Insomma la ricetta pare riesumata dalla tomba; la Saras, come se in Sardegna non la si conoscesse, propone una soluzione su misura per le attività produttive del territorio: a due passi da un area marina protetta, dentro un’area vocata alla produzione agricola d’eccellenza e che si spera possa associare a queste risorse lo sviluppo di una moderna concezione di ricettività. Se il territorio non è più in mano a chi non pagherà le conseguenze di scelte scellerate, lo sancisce la modifica del titolo V della Costituzione, è dunque dovere degli abitanti e dei loro rappresentanti più prossimi imporsi contro quelli che si ritengono soprusi.

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