Cenni storici e curiosità sulla borgata marina di Torregrande


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Ancora un evento organizzato dall’attiva associazione dei residenti di Torregrande. Stavolta, nei locali dell’ex scuola elementare si è parlato della storia  della borgata marina. Relatore il dottor Marco Deidda, da sempre appassionato della materia. Una storia legata perlopiù alle vicende delle vicine cittadine di Oristano e Cabras che, fin dal medioevo si contendevano il possesso dei due grandi “salti” in cui il territorio era diviso: Brabau e Cuguzzu. Il primo, da cui ha preso il nome il ponte che collega Oristano alla strada provinciale 1, si estendeva dalla zona dietro il pontile fin dove sorge l’attuale borgata marina. Cuguzzu, invece, nella zona nord, dalla torre fino al compendio lagunare di Sa Mardini. E’ del 1483 l’atto di donazione del salto di Brabau da parte del re d’Aragona Ferdinando II al feudatario Alfonso Peralta. Due anni dopo Alfonso Peralta vendette il suo feudo di Brabau al municipio di Oristano per centoventi ducati d’oro. Probabilmente l’area di Brabau allora comprendeva anche quella di Cuguzzu poiché in atti successivi si parla della concessione di quest’ultimo ad uso di pascolo da Oristano a Cabras, in cambio di denaro. L’altro episodio storico ricordato da Marco Deidda è il famoso sbarco dei soldati francesi del 21 febbraio 1637. In piena guerra ispanofrancese,  quarantasette vascelli francesi comandati da Enrico di Lorena, conte d’Harcourt, si stavano portando verso la Costa Azzurra a rioccupare le isole Lérins per conto del duca di Parma e della Lega di Rivoli, alleati del sovrano francese. Nel frattempo le isole furono restituite al principe spodestato e la flotta francese ripiegò sulla Sardegna, dominio spagnolo dalle difese assai deboli. Gli ugonotti sbarcarono a Torregrande e devastarono Cabras mentre la popolazione di Oristano si rifugiava nelle campagne vicine. Quando occuparono anche Oristano, le popolazioni dei paesi vicini si coalizzarono e ci furono i primi scontri. Nel frattempo i reparti di cavalleria del Capo di Logudoro e del Capo di Cagliari stavano arrivando a Oristano con l’intenzione di stringere i francesi con una mossa a tenaglia. Non ci fu bisogno poiché questi ultimi si ritirarono prima e fuggirono seguendo il Tirso, abbandonando una parte del bottino. I sardi riuscirono a intercettarli e ci fu un altro scontro. Le cronache locali parlano di ottocento morti fra gli ugonotti e soli sette sardi. Fra gli oggetti tolti ai francesi, gli stendardi con l’aquila di Lorena  che tuttora si ammirano nel muro di controfacciata della cattedrale di Oristano. Dagli avvenimenti del ‘600, il dottor Deidda ha portato il discorso alla storia contemporanea. Ai primi del ‘900, infatti, prima ancora che fosse costruito il pontile, a Torregrande si svolgevano già traffici di merci via mare, prevalentemente gestiti da ponzesi. Un’importante svolta si ebbe nel 1928 con la Compagnia Sarda di Armamento e Navigazione che iniziò ad operare con vere e proprie navi, nominando come suo agente di Oristano la ditta individuale Sechi. Questa  costruì un enorme capannone. Si iniziò a fare traffico passeggeri. Ogni 15 giorni, con partenza da Torregrande si andava a Carloforte, S.Antioco, Cagliari, Olbia e Palermo. Il martedì si andava a Bosa, Alghero, Porto Torres, Savona, Genova. Agli inizi degli anni ’30, sulle stesse linee inizia ad operare anche la Tirrenia, che incarica ancora una volta la ditta Sechi di gestire il servizio. Nel capannone, alla sinistra della Torre, stavano merci e passeggeri in attesa dell’imbarco. Da lì partiva un binario sul quale passavano i vagoncini che conducevano i passeggeri e portavano le merci alla spiaggia. Poiché non c’era ancora un pontile, la nave si ancorava a circa 300 metri da riva; per arrivarci, i passeggeri e le merci venivano trasportati su imbarcazioni più piccole. Il servizio si interruppe bruscamente nel maggio del 1940 quando i tedeschi, temendo uno sbarco degli americani demolirono i pochi edifici di Torregrande, compreso il capannone, misero il filo spinato in spiaggia e costruirono i fortini. Da allora questo servizio non fu più ripristinato e Torregrande è oggi soltanto una piccola borgata d’inverno e una località turistica d’estate. Sono notizie storiche e curiosità interessanti per i residenti ma anche per gli oristanesi e per chi, come sempre più spesso accade, si trasferisce a viverci senza integrarsi nella vita sociale. Grazie all’impegno dell’associazione residenti  e alle sue frequenti iniziative la comunità si sta consolidando e potrebbe crescere ulteriormente.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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