Il 28 settembre la “Spesa in costume” a Oristano


Sconti dal 10% al 50% in un centinaio di negozi del centro di Oristano a chi si presenterà al momento dell’acquisto vestito con l’abito tradizionale. E’ questa l’iniziativa “Spesa in Costume” di cui hanno parlato i quotidiani nei giorni scorsi, ideata da Andrea Riccio, dell’associazione culturale Cavatappi d’idee, per la giornata del 28 settembre prossimo. A Riccio, che di professione fa il consulente di marketing, chiediamo come è nata questa proposta e qual è lo scopo.

“La mia riflessione è stata questa: sarebbe bello usare con maggiore frequenza  l’abito sardo. Perché, ad esempio, non si vede la gente che va a messa con l’abito della festa? Allora mi è venuto in mente di organizzare una giornata in cui venissero da tutta la Sardegna in città come si veniva in passato dai paesi per andare al mercato nei giorni di festa. Questo per giustificare l’utilizzo del costume di gala oltre a quello del costume di tutti i giorni, peraltro elegantissimo anch’esso”

Quindi vuoi creare un circolo virtuoso per cui i negozianti fanno gli sconti a quelli che indossano l’abito tradizionale e questi ultimi, a loro volta, richiamano altre persone, incuriosite dall’evento, che acquisteranno nei negozi?

“Sicuramente quando ci sono cose belle in giro la gente esce. Potrebbe essere un bel colpo d’occhio per un turista che arriva a Oristano per caso vedere la gente passeggiare  vestita in abito tradizionale. Io credo che possa rimanere solo sbalordito. Noi purtroppo siamo abituati a vedere l’abito nelle sfilate, molte volte dietro le transenne. Una cosa che dico spesso è: le transenne separano la tradizione dal folklore, bisognerebbe eliminare questo ostacolo, fisico ma anche psicologico, e ricominciare a fare dell’abito un uso proprio. Sarebbe una bella macchia di colore, tanti costumi diversi, che vengono anche dagli altri paesi. Per questo ho pensato all’idea dello sconto: per invitare la gente a venire a Oristano. E’ un gesto di ospitalità. D’altra parte, in tutte le manifestazioni il mercato c’è, e quando c’è festa i prezzi non sono scontati ma sono più alti”

Sarebbe bello se anche i commercianti si vestissero con l’abito, per incoraggiare…

“Sì, molti hanno detto che si vestiranno in costume, altri metteranno qualche elemento. Chi ce l’ha, userà il costume di gala, altri quello di tutti i giorni. Ad esempio: gonna lunga, camicia e fazzoletto, che è dignitosissimo, bellissimo”

Mi viene da pensare alle donne andaluse che a volte portano anche solo i capelli raccolti da un fiore, o agli scozzesi che indossano l’abito tradizionale con maggior frequenza di noi,  in occasione di eventi come il matrimonio di amici o conoscenti. In questo caso ci sono stati endorser illustri, come l’attore scozzese Sean Connery o il cantante americano Axl Rose, con ascendenze scozzesi, che faceva i concerti indossando il kilt…

“Certo, ma sarebbe bello anche che altri paesi facessero loro questa manifestazione. Oggi a Oristano, domani a Nuoro o in un altro paese. Piano piano si tornerebbe ad apprezzare   il costume. Una riscoperta. Anche questo è abbellire la città, con una risorsa autentica che spesso teniamo chiusa in una cassapanca”

Gli unici finanziatori sono i commercianti?

“Non abbiamo contributi pubblici, solo i venti euro che i commercianti mettono come quota d’iscrizione e poi lavoro volontario. Con i nuovi media puoi fare a meno di contributi pubblici, la pubblicità l’abbiamo fatta attraverso i social network, poi il gruppo folk di Oristano, la Proloco e il Coro Maurizio Carta hanno contattato altri gruppi, sempre attraverso i social network. E’ sì un tuffo nel passato, ma ci basiamo sulla qualità della comunicazione. I gruppi folk non vengono invitati in quanto tali, chi viene qui sono persone singole che indossano il vestito tipico per venire a passeggio a Oristano, come forse non hanno mai fatto prima”

Certo che se poi ci scappasse anche qualcuno che si mette a suonare un organetto e gli oristanesi si mettessero a ballare insieme a quelli degli altri paesi sarebbe ancora meglio…

“E’ quello che vorremmo: che spontaneamente qualcuno, con il suo organetto, con le sue launeddas o la sua chitarra iniziasse a suonare e altri, in costume o no, si facessero magari due balli, per poi continuare a passeggiare per la città…”

Una cosa molto naturale…

“Sì, spontanea e a basso costo e non produce immondezza  per la pubblicità perché i commercianti stessi fanno il passaparola, anche loro in maniera digitale: abbiamo la mappa dei negozi su google maps, per cui uno tocca sullo schermo dello smartphone il nome del negozio e vede la sua ubicazione e lo sconto che fa, senza spreco di soldi o di carta per i volantini”.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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2 thoughts on “Il 28 settembre la “Spesa in costume” a Oristano

  1. Dopo la spesa in costume propongo la spesa in sardo.
    Parlare in sardo dovrebbe essere più semplice che mettere il costume.
    Parlare in sardo potrebbe essere la normalità, se lo volessimo potremmo essere bilingui.

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