Buenos Aires e la Madonna di Bonaria. L’opinione di uno studioso argentino


foto: tottusimpari.blog.it

Il seguente articolo è basato sul lavoro dello storico argentino Arnaldo Ignacio Adolfo Miranda, pubblicato in “XXV años con la historia del Puerto de Buenos Aires 1983-2008” a cura della Junta de Estudios Históricos del Puerto Nuestra Señora Santa María del Buen Ayre y Barrio Puerto Madero, Buenos Aires 2008.

 Il culto di Nuestra Señora Santa María del Buen Aire ebbe origine in un promontorio

roccioso della città di Cagliari, situata nella parte sud dell’isola di Sardegna, fondata dai cartaginesi, occupata nel XIV secolo dalla Corona d’Aragona.

Nella suddetta collina si trovava il monastero dei frati mercedari, fondato dal religioso fra Carlos Catalán, il quale era entrato a far parte della comunità commosso dall’impegno umanitario che questa aveva profuso nella città di Barcellona per la liberazione dei cristiani carcerati. L’arrivo della statua occorse intorno all’anno 1370, in un avvenimento memorabile e misterioso. Nel 1592 fu avviato un processo canonico che confermò quei fatti; l’originale è conservato nell’archivio arcivescovile di Cagliari ed è in lingua catalana. Riportiamo di seguito uno dei passaggi salienti dell’opera di Felipe Guimerán, pubblicata nel 1909 e ripresa da altri storici: “ Partì da un porto di Spagna per l’Italia una nave carica di merce e, durante il viaggio, sopraggiunse una furiosa tempesta. Si dovette buttare a mare una quantità di colli e, fra questi, una grande cassa di legno, che non affondò, ma si collocò davanti alla nave e sembrava la tirasse e la guidasse. Arrivata davanti all’isola di Sardegna, la cassa seguita dalla nave virò verso la spiaggia di Cagliari, dove si fermò sulla battigia. Accorse gente attirata dalla novità, provarono a trasportarla, ma la cassa non si muoveva. All’improvviso si udì la voce di un bambino che disse di chiamare i padri mercedari, che hanno il convento sulla collina, a pochi metri di distanza. Essi la portarono via facilmente e, quando la aprirono a casa, vi trovarono una bella immagine della Santissima Vergine, intagliata nel legno, con il bambino Gesù in un braccio e un cero acceso nell’altra mano”

Il frate mercedario José Félix Brunet riporta una descrizione dettagliata dell’immagine e della cassa. Si tratta di una bella scultura in carrubo in un unico pezzo di un metro e sessantasette centimetri, compresa la base decorata con fregi dorati di stile gotico. Ha un’abbondante chioma ondulata che le copre le spalle ed è vestita da un’elegante tunica cremisi a mo’ di broccato, sostenuta da una cintura. Un ampio mantello verde azzurro, adornato di fiori dorati, copre la sua persona lasciando libera la mano destra, con cui sostiene il cero e una nave d’oro che ricorda il suo prodigioso arrivo dal mare e la contraddistingue nella sua vocazione alla buona aria o al vento. Allo stesso tempo, con la mano sinistra sorregge il Bambino completamente nudo.

Per quanto riguarda questa devozione dei naviganti spagnoli, dobbiamo ricordare che all’epoca della conquista del territorio americano l’isola di Sardegna era un possedimento della Corona di Spagna in virtù dell’occupazione realizzata dai Re d’Aragona nel 1323. Perciò non era affatto strano che i membri dell’equipaggio delle navi provenienti dalla penisola iberica, i quali commerciavano e guerreggiavano in quella zona del Mediterraneo, arrivassero al porto di Cagliari e visitassero il santuario della collina dove si venerava l’attuale Patrona Massima della Sardegna, con il sano proposito di sollecitare la sua divina intercessione durante i loro viaggi per mare.

I miracoli di Nuestra Señora de Bonaria o de los Buenos Aires divennero sempre più famosi fra la gente di mare, cosicché è comprensibile che quando a Siviglia fu fondata la Confraternita dei Mareantes, nel 1561, questa corporazione la scegliesse come patrona tutelare.

La fondazione della capitale argentina fu opera dell’adelantado (funzionario reale) Pedro de Mendoza.

La grande spedizione di Mendoza, composta da 1500 uomini e 14 imbarcazioni guidate dalla nave da guerra Magdalena, salpò dal porto di Sanlucar de Barrameda il 24 agosto 1535, in un clima di euforia generale, e giunse a San Gabriel, davanti alla colonia di Sacramento, il 22 gennaio 1536.

Il 2 febbraio l’adelantado stabilì un primo insediamento portuale che chiamò Nuestra Señora Santa María del Buen Ayre. Consideriamo questa denominazione dovuta principalmente a due circostanze. La prima al fatto che Nostra Signora di Bonaria era la protettrice dei naviganti spagnoli, la seconda all’esistenza di due religiosi mercedari fra i membri della spedizione che accompagnava Mendoza. Alcuni autori riferiscono altresì il grande ascendente spirituale dei frati Juan de Salazar e Juan de Almacián nei confronti di don Pedro de Mendoza, il che confermerebbe la suddetta ipotesi.

Questa, dunque, la sintesi del percorso che, secondo lo studioso argentino Arnaldo Ignacio Adolfo Miranda, avrebbe portato la Vergine di Bonaria a divenire l’eponima della città porteña

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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4 thoughts on “Buenos Aires e la Madonna di Bonaria. L’opinione di uno studioso argentino

  1. Bella storia, finalmente un articolo supportato da uno studio. A questo, a mio parere, dovrebbe ispirarsi un blog a carattere divulgativo. Complimenti

  2. I nuragici e i fenici avevano solo dei villaggi sparsi nell’area del golfo, quando sono arrivati i cartaginesi li hanno organizzati tra loro e da lì si è sviluppata Karalis

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