Monti Prama, giganti e polemiche


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I giganti di Monti Prama fanno parlare di sé, sia per le continue scoperte nel sito archeologico del Sinis sia per questioni extrarcheologiche. Ultimamente ha fatto discutere l’assegnazione della prossima campagna di scavi a una ditta dell’Emilia Romagna, avvenuta tramite una procedura negoziata, senza bando. Il sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu si limita a rispondere che si tratta di una procedura legittima. Responsabile unico del procedimento è il dottor Marco Minoja che, dopo aver diretto per quasi cinque anni la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, è ora  il nuovo Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. Ora viene da chiedersi: possibile che, dopo la riforma del titolo V della Costituzione (2001), che riguarda la ripartizione di competenze tra Stato, Regioni ed enti pubblici territoriali, e la conseguente evoluzione del quadro normativo in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali, la Regione Sardegna non provi neanche a proporre un’alternativa per la valorizzazione di un bene di tale importanza?

L’articolo 1 della Legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 recita così:

La Regione autonoma della Sardegna persegue la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sardegna quale fattore di crescita civile, sociale, economica e significativa componente della civiltà e dell’identità del popolo sardo, nonché della sua specialità nel contesto delle culture regionali del Mediterraneo ed europee.

E’ forse campanilismo, come hanno detto alcuni, pensare che i sardi, oltre alle competenze in materia, abbiano anche il diritto di occuparsi direttamente della scoperta della propria storia e quindi dello sviluppo della propria civiltà?

Chissà. Intanto, nel dibattito interviene anche il rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino, quasi a calmare gli animi: “Le Università di Sassari e di Cagliari hanno le competenze e i mezzi per far proseguire il cantiere ‘Archeologia di Monti Prama’ sino al prossimo 31 marzo 2015. Vogliamo che questo continui a essere un luogo di amicizia, di fraternità e di scienza, dove ogni divergenza possa essere superata e dove vengano valutate le ragioni di tutti”. Aggiunge che “Gli atenei sardi sono fieri di poter lavorare insieme alla Soprintendenza per i beni archeologici e ai suoi valorosi nostri colleghi dottori Alessandro Usai e Emina Usai” e che “Il proseguimento dei lavori è possibile anche in considerazione della nascita, il 1° gennaio 2015, della Direzione Generale della Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) che definirà la sinergia nella ricerca e nella formazione del MIBACT e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), mediante un Accordo quadro sottoscritto dai due Ministri. Monti Prama sta diventando una straordinaria palestra per il confronto fra studenti e studiosi e dove tutti sono accolti con affabilità perché la conoscenza che si costruisce ogni giorno a Monte Prama sia, sempre di più, patrimonio comune”. Servirà a semplificare le cose o ad appesantirle ulteriormente?

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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