“Il santuario degli eroi infranti”


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Il “Santuario degli eroi infranti”, è questa la definizione che usa l’archeologo Raimondo Zucca per descrivere all’uditorio del salone parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore il sito di Monti Prama. Le statue – dice il professore – furono distrutte intenzionalmente, lo dimostrano le migliaia di frammenti finora trovati, le teste tagliate, pezzi di statue dentro le tombe e un grande frammento di ceramica cartaginese trovato 40 cm sotto il lastrone della seconda tomba del settore settentrionale. Quel frammento non è entrato altrimenti se non nel corso di violazione da parte di cartaginesi.

Da molti anni – continua Zucca – si riflette su questa scoperta, che non ha pari nel Mediterraneo perché tutte le statue gigantesche rinvenute dalla Grecia a Cipro, a Creta, all’Etruria, all’Iberia sono tutte più recenti rispetto a quelle di Monti Prama. L’assemblea di queste statue eroiche, disposte lungo una strada che attraversa la piana da nordest a sudovest, sono in numero tale da portarci a credere che ci troviamo di fronte a un’esposizione eccezionale. Non abbiamo esempi di una pari quantità di statue, eppure i 60 metri finora indagati sembrano essere una porzione, forse minore, dell’insieme di questa via processionale dell’area funeraria.  Si potrebbe tentare un’ipotesi, basata sull’indagine geofisica, quindi non certa, che le statue siano 150.

Professore, qual è l’arco di tempo nel quale le statue sono finite sottoterra? La terra che le ricopre si è accumulata per fenomeni naturali o c’è stato anche l’intervento dell’uomo?

Oggi si ritiene che questo sia avvenuto intorno al 300 a.C., con la distruzione delle statue stesse. Prima si pensava a un’epoca più antica, invece parrebbe, da numerosi dati acquisiti nello scavo, che le statue siano rimaste in piedi per 400-500 anni e poi siano state abbattute, distrutte, nascoste. Tanto è vero che l’oblio è restato tale per 2300 anni, fino a quando le arature meccaniche hanno scoperto questo tesoro.

Le statue sono state trovate a contatto con le lastre delle tombe come sembrerebbe dalle fotografie?

Sembrerebbe di sì

Gli scavi proseguiranno verso sud?

Questa è una possibilità. L’altra è andare verso est perché l’indagine geofisica ha individuato un quadrato di dieci metri di lato dove le anomalie sono molto vistose e sembrerebbe sia conservato il lastricato di una piazza sopra le tombe. Ora sarebbe interessante scavare anche per avere un’idea della sistemazione generale.

Il professor Zucca sottolinea che le scoperte sono state possibili anche grazie al vescovo di Oristano, il quale ha consentito che si facessero gli scavi nell’area, di proprietà della curia arcivescovile, rinunciando all’eventuale premio di ritrovamento.

Conclude con l’auspicio che l’intesa tra autorità ecclesiastica e autorità civile possa, una volta definito lo scavo e restituito in pristino il percorso e il sistema delle tombe, consentire la coraggiosa riproposizione del paesaggio di Monti Prama,  attraverso una musealizzazione all’aperto dell’area. Pensare, una volta conclusi i restauri, a collocare le riproduzioni delle statue in scala 1:1, per restituire il paesaggio della via funeraria monumentalizzata con le statue e i modelli di nuraghe e offrirli alla comprensione di tutti coloro che visiteranno Monti Prama e poi il museo in cui le statue saranno allocate.

Articolo scritto per il settimanale L’Arborense

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2 thoughts on ““Il santuario degli eroi infranti”

  1. Perfetta analisi tecnico-scientifica! Complimenti professore anche per il progetto di un’esposizione reale “in situ”, utilizzando copie fedeli in scala 1:1. La sua descrizione della frantumazione mi ha ricordato una mia lontana esperienza. Una mattina mentre accompagnavo a Tharros il Prof. Ferruccio Barreca, io guidavo, proprio nell’ultimo rettifilo della strada per San Giovanni, avendo proprio davanti il Nuraghe “Angioi curruda”, egli mi disse: ” Vede ingegnere la regolarità della superficie di abbattimento, questa ci indica che questa struttura è stata “scapezzata”! Volutamente! Doveva indicare a chiunque che: “Se passi questo limite ecco cosa ti aspetta!”. Si riferiva ai cartaginesi?.

  2. Interessantissimo articolo. Bravo Giulio Gaviano, fa che non sia fine a se stesso, procedi aggiornandoci sugli sviluppi della campagna archeologica con lo stesso modus, che sia divulgazione ed al tempo stesso svago, senza tecnicismi che annoiano ma con riguardo all’evoluzione della notizia.

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